Idee e progetti per Montelungo/Colleone

Ventura TrinidadeSono cinque i protagonisti del concorso internazionale per la riconversione delle due ex caserme Montelungo e Colleone situate nel centro storico di Bergamo e abbandonate ormai da anni. Cinque i finalisti che, secondo quanto specificato nel bando, sono stati scelti per il loro curriculum e le loro opere più rappresentative fra centinaia di partecipanti e sono quindi andati alla seconda fase, che prevedeva la progettazione vera e propria.
Adesso che sappiamo chi è il vincitore assoluto, ci interessa conoscere tutti i progetti esclusi e, perché no, confrontarli. A Bergamo è possibile vederli direttamente in mostra, all’interno di un’esposizione organizzata proprio per dare luce alle meravigliose idee sorte per questa occasione.
Partiamo da quello dello studio Nieto-Sobejano, che prevede una piazza centrale con una scalinata e un edificio cubico a vetri, destinato al Cus. I motivi dell’esclusione si devono alla poca presenza di spazi verdi.
Il secondo, quello di Ventura Trinidade, si presenta con due grandi edifici a vetro al centro dello spazio. L’architetto mantiene la presenza degli edifici perimetrali originali che accompagnano due nuovi padiglioni e dei giardini. La costruzione dei nuovi edifici sarebbe stata di difficile manutenzione e si è quindi preferito mettere da parte anche questa idea.
Il britannico David Chipperfield aveva intenzione di creare una sorta di «borgo» all’italiana, formato da due file di edifici con una strada che collega i parchi Suardi e Marenzi. La residenza universitaria sarebbe sorta negli edifici già esistenti, e altri ne sarebbero nati per la parte residenziale e quella commerciale. Ma la pecca è stata l’assenza di spazi di ritrovo, come le piazze, del resto molto presenti nelle cittadine italiane.
L’ultimo progetto in gara, quello della portoghese Ines Lobo, parte proprio da una grande piazza, spoglia però di elementi naturali e paesaggistici. Gli edifici sarebbero stati piccoli e la mancanza di aree verdi ha convinto la Giuria a non servirsi di quest’opera.
Questi i progetti che hanno concorso, assieme al vincitore. Tutti interessanti e tutti espressione di grande sensibilità artistica e urbanistica.