Cantiere Montelungo/Colleone, Come procedono i lavori?

Barozzi-VeigaDopo aver assistito allo svolgimento e conclusione del concorso di progettazione per la riconversione delle ex caserme Montelungo/Colleone, adesso la domanda è: come procedono i lavori? Quando avremo il piacere di godere dei frutti degli sforzi di centinaia di persone?
Come sappiamo, lo studio vincitore del concorso, Barozzi-Veiga, ha approntato un progetto nei minimi dettagli, includendo, da bando, anche i costi che bisognerà affrontare.
Il Comune di Bergamo ha chiuso l’accordo con la Cassa depositi e prestiti e l’Università, che beneficerà dei locali che ospiteranno le nuove residenze universitarie e il Cus.
Anche la questione economica è interessante. La perizia dell’Agenzia del territorio ha fissato un prezzo alla caserma: 3.950.000 euro. Il progetto dovrà essere adesso esaminato dalla Soprintendenza e il Ministero dei Beni culturali sia per la ricerca di ordigni inesplosi sia per stabilire la tutela del complesso.
L’Università, dal canto suo, deve decidersi sulle possibilità di acquisizione dello stabile. Potrebbe acquistarlo immediatamente o servirsi della concessione a scomputo del canone di locazione o ancora del conferimento a un fondo.
L’inizio dei lavori era dapprima previsto per il 2016 ma sappiamo che il lavoro dello studio italo-spagnolo, per vedere la luce, dovrà aspettare la progettazione esecutiva e l’apertura della gara d’appalto, che avverrà a ottobre. Ci auguriamo quindi che si rispettino le tempistiche, in modo tale che i lavori possano cominciare nella primavera 2017.
Barozzi-Veiga ha avuto il merito di “fare tanto con poco”, per citare le parole di Paolo Mestriner, membro della commissione giudicatrice. Le correzioni da apportare alla struttura esistente sono minime e questo ci fa sperare in tempi non troppo lunghi.
Continuiamo a seguire la vicenda che dovrebbe portare a Bergamo una nuova luce e nuovi spazi di ritrovo e aggregazione, senza dimenticare l’importanza delle aree universitarie, sportive e commerciali.

Barozzi-Veiga vincitore del concorso per il progetto Montelungo

montelungo-colleoniDopo lunghe giornate di analisi e riflessione attenta, la Giuria si è espressa. Lo studio Barozzi-Veiga vince il concorso internazionale di progettazione per il recupero e la valorizzazione delle ex caserme Montelungo/Colleone.
Ha concorso con centinaia di candidati prima e con altri quattro finalisti nella seconda fase del concorso e il suo progetto è quello che ha più convinto la Giuria del premio.
Ma prima di scoprire i dettagli della creazione, vediamo un po’ di chi stiamo parlando.
Lo studio Barozzi-Veiga nasce nel 2004 a Barcellona per mano degli architetti Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga. Il primo, italiano, classe ‘76, è originario di Rovereto ed è approdato in Spagna, per poi restarci, grazie all’esperienza dell’Erasmus; è il Giovane talento dell’architettura italiana 2013 e si è anche occupato d’insegnamento all’Universidad Internacional de Cataluña a Barcellona, all’Università di Girona e all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Lo spagnolo, invece, ha studiato architettura in varie zone della Spagna e prima di conoscere il compagno di avventure lavorava presso lo studio di Guillermo Vázquez Consuegra.
L’unione di queste due belle personalità ha portato alla nascita di uno studio di successo, che vanta numerosi premi tra cui il più recente Mies van der Rohe Award for European Architecture (2015). Una delle loro opere più famose è la Filarmonica di Szczecin, che esprime tutta la loro esperienza e coscienza artistica e architettonica.
Il progetto presentato per la riconversione della zona delle ex caserme Montelungo/Colleone si basa sul parco pubblico ed è quindi il verde l’elemento dominante, isolato dal traffico stradale. I visitatori dell’area potranno camminare lungo i portali arcuati degli spazi da dedicare al commercio e godere dei giardini posti a diverse altezze e collegate da grandi rampe. Questa dunque la motivazione principale che ha convinto la Giuria, l’inserimento urbanistico dell’intervento e la configurazione degli spazi pubblici e semi-pubblici.
In bocca al lupo allora, ora che il progetto si accinge a diventare realtà.

Idee e progetti per Montelungo/Colleone

Ventura TrinidadeSono cinque i protagonisti del concorso internazionale per la riconversione delle due ex caserme Montelungo e Colleone situate nel centro storico di Bergamo e abbandonate ormai da anni. Cinque i finalisti che, secondo quanto specificato nel bando, sono stati scelti per il loro curriculum e le loro opere più rappresentative fra centinaia di partecipanti e sono quindi andati alla seconda fase, che prevedeva la progettazione vera e propria.
Adesso che sappiamo chi è il vincitore assoluto, ci interessa conoscere tutti i progetti esclusi e, perché no, confrontarli. A Bergamo è possibile vederli direttamente in mostra, all’interno di un’esposizione organizzata proprio per dare luce alle meravigliose idee sorte per questa occasione.
Partiamo da quello dello studio Nieto-Sobejano, che prevede una piazza centrale con una scalinata e un edificio cubico a vetri, destinato al Cus. I motivi dell’esclusione si devono alla poca presenza di spazi verdi.
Il secondo, quello di Ventura Trinidade, si presenta con due grandi edifici a vetro al centro dello spazio. L’architetto mantiene la presenza degli edifici perimetrali originali che accompagnano due nuovi padiglioni e dei giardini. La costruzione dei nuovi edifici sarebbe stata di difficile manutenzione e si è quindi preferito mettere da parte anche questa idea.
Il britannico David Chipperfield aveva intenzione di creare una sorta di «borgo» all’italiana, formato da due file di edifici con una strada che collega i parchi Suardi e Marenzi. La residenza universitaria sarebbe sorta negli edifici già esistenti, e altri ne sarebbero nati per la parte residenziale e quella commerciale. Ma la pecca è stata l’assenza di spazi di ritrovo, come le piazze, del resto molto presenti nelle cittadine italiane.
L’ultimo progetto in gara, quello della portoghese Ines Lobo, parte proprio da una grande piazza, spoglia però di elementi naturali e paesaggistici. Gli edifici sarebbero stati piccoli e la mancanza di aree verdi ha convinto la Giuria a non servirsi di quest’opera.
Questi i progetti che hanno concorso, assieme al vincitore. Tutti interessanti e tutti espressione di grande sensibilità artistica e urbanistica.